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Il visitatore atteso

Tre colpi alla porta, qualcuno bussa. Un istante in sospeso per decidere se aprire la porta...

Prendiamoci il tempo per sistemarci, comodi, presenti, attenti, rilassati...

 

Incontro, fraternità, accoglienza... Parole che risuonano...
forse insieme a identità, relazione, distanza, scoperta, apertura, timore...
In effetti, parole che ci raccontano una storia di porte da aprire, di soglie da varcare o meno...

 

Lasciamo ancora risuonare... insieme a questo testo, questa breve frase tratta dal libro dell'Apocalisse:

"Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui, ed egli con me."

Per aiutarci con queste parole che risuonano, un quadro:

 

 

Cosa ci fa vedere questo quadro di Arcabas, intitolato "Il visitatore atteso"?

 

Cfr. file ppt, Diapo 1

 

Una casa, due personaggi: uno dentro e l'altro fuori.
 
Quello dentro è seduto, braccia incrociate che poggiano su un tavolo invisibile. Occupa quasi tutto lo spazio della casa... Il suo spazio è la sua casa, la sua casa è lui... D'altra parte, non potrebbe alzarsi... Al contempo stretto e rinchiuso, sembra tuttavia perfettamente a suo agio, protetto...

Si direbbe che, nell'istante che precede questa scena, avesse la testa poggiata sugli avambracci, come qualcuno che piange... o come i bambini che si concentrano, che si raccolgono.

Una candela accesa rivela l'attesa di qualcosa in questo spazio chiuso... Eppure, una presenza discreta è già evidenziata: la sedia su cui sta il personaggio è marcata dalla croce. Questa stessa croce funge anche da camino, da respirazione per la casa... o forse da richiesta d'aria?
 
D'altro canto, la novità arriva dall'esterno, dall'altro lato della porta chiusa.

Un altro personaggio sta sulla soglia, in piedi, ancora sullo slancio del suo arrivo. Splende con i colori del fuoco e della luce. È una luce che viene dall'interno del suo essere, che rende trasparente il suo abito e illumina tutta questa parte del quadro... Tiene in mano un rotolo di carta, messaggero che viene da parte di qualcun altro... D'altra parte ha l'aria di un angelo ("angelos" - messaggero), con ali che piega con difficoltà e che ondeggiano ancora al vento.

È alto quanto la casa. Il suo sguardo è limpido e va oltre e sopra la porta.

Ancora sullo slancio del suo arrivo, bussa subito alla porta... non colpi con il pugno, ma con un dito piegato. Tre colpi... che si prolungano con tre punti ben delimitati di colore rosso fuoco, a contraddistinguere la densità del segnale... Tre piccoli punti che entrano discretamente e direttamente in casa... "c'è qualcuno?"...
 
All'interno, il personaggio sembra alzare la testa, e anche il cuore, o l'intelletto: il suo occhio doppio significa che intravede già qualcosa... che il desiderio del suo cuore si risveglia... che l'attesa che nutriva trova un'eco in questi tre colpi alla porta... Sarà l'arrivo di una buona notizia? Quella di cui la sua vita ha bisogno?
 
Tre colpi alla porta... come a teatro prima che si alzi il sipario. Come tre puntini di sospensione... un istante in sospeso... in sospeso per decidere se aprire la porta...
 
                                         

                                        Mettere un po' di musica per interiorizzare ciò che viene mostrato.
 
 
Adesso, continuare a lasciar risuonare personalmente quanto detto finora... con l'aiuto di qualche traccia

E per ciascuna, restare qualche istante in silenzio per proiettarsi e scrivere ciò che viene in mente.
 
Diapo 2

1a situazione: sono il personaggio all'interno della casa. Se lo desidero, posso anche mettermi nella sua posizione, le braccia incrociate sul tavolo...

  • In quale stato interiore mi trovo oggi, in questo periodo... ?
  • Quali attese nutro? Quali aspirazioni, quali desideri? Di cosa ho bisogno? Cosa sto aspettando?
  • E se qualcuno bussa alla mia porta... Chi sarebbe? Quale messaggio, quale buona novella vorrei che mi portasse?
  • Allora, quando risuonano i tre colpi alla porta di casa mia, come reagisco?

 
                                                             

                                                           Mettere un po' di musica in sottofondo.
 
 
Diapo 3

2a situazione: il personaggio all'interno è l'insieme della comunità didattica del mio istituto, me compreso... È in un momento di pausa, braccia incrociate sul tavolo...

  • In quale stato interiore si trova il mio istituto oggi, in questo periodo... ?
  • Quali attese, aspirazioni, desideri nutriamo? Di cosa abbiamo bisogno? Cosa stiamo aspettando?
  • Chi sono quelli che bussano alla porta dell'istituto? Cosa portano come messaggio? Di chi vorremmo ricevere la visita? Quale buona novella ci piacerebbe ricevere?

 
                                          

                                            Mettere un po' di musica mentre annoto ciò che viene in mente.
 
 
"dal libro dell'Apocalisse"

Diapo 4, le prime due immagini

"Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui, ed egli con me." 

Diapo 4, le altre immagini
 
 
Mi alzo a significare che arrivo con tutto questo... e lo poso, e lo apro...
 

Allora, insieme, raccogliendo tutto ciò di cui ciascuno è portatore, possiamo affidarci gli uni e gli altri al Padre Nostro e affidargli il seguito dell'Incontro, dicendo:
 

Io mi affido a Dio, Padre Nostro
 

Padre Nostro
 

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