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Home nel mondo ONLUS ODNs Azione 2 - PIN/e (Persone Identificate nell'Essere) è il nostro progetto metacognitivo esistenziale.

Azione 2 - PIN/e (Persone Identificate nell'Essere) è il nostro progetto metacognitivo esistenziale.

PIN/e (Persone Identificate nell'Essere) è il nostro progetto metacognitivo esistenziale, nel quale abbiamo elaborato le nuove direttive educative e valoriali del FISC/Compagnia di Maria Nostra Signora

ODNs Italia Onlus, si caratterizza per la ricerca e sperimentazione pedagogica sui valori umani, attraverso le discipline educative e i linguaggi espressivi contemporanei (teatro e danza di ricerca, artivisive installative, scrittura creativa, newmedia e comunicazione, ecc.)

 

 

PIN/e (Persone Identificate nell'Essere) è il nostro progetto metacognitivo esistenziale, nel quale abbiamo elaborato le nuove direttive educative e valoriali del FISC/Compagnia di Maria Nostra Signora: "Abbiamo cercato una possibilità di mettere in moto le 3 pale eoliche - Saber/Saber ser/Saber hacer - e di iniziare a produrre nuova energia che possa rinnovare,  ampliare e potenziare la qualità dell’offerta formativa nelle Scuole della Compagnia di Maria Nostra Signora.

 

IL PROGETTO 2015/2016

PROGETTO MULTIDISCIPLINARE: OS/Osservatori speciali: "con gli occhi della Misericordia”.

Classi quinte Scuola Primaria

Socrate ripeteva “… so di non sapere …” inserendosi con grande umiltà in una condizione, quale la definiremmo oggi, di “apprendimento continuo”. So di non sapere è quindi una prerogativa alla apertura verso la ricerca di risposte agli infiniti quesiti dell’uomo. La ricerca presuppone sempre una domanda, la cui caratteristica origina da una esperienza che si inserisce nella correlazione tra parole conosciute e situazioni percepite: possiamo parlare solo dell’esperienza su cui abbiamo riflettuto.

L’esercizio continuo di ricerca e riflessione ci consente di collocarci in un ambiente definito di apprendimento in azione autentico e vitale, basato sulla collaborazione e che dà luogo ad un processo a spirale di trasformazione della conoscenza.

L’apprendimento in azione si sostiene attraverso tre chiavi:

- Percepire
- Argomentare
- Promuovere

In ambito pedagogico la lettura di queste chiavi supporta le competenze che consistono nel “saper fare con quello che si sa” nella situazione specifica e nel momento specifico.

Lo spazio tra il sapere e il “saper fare”, però,  è popolato anche da insuccessi e fallimenti, gli unici che possono davvero insegnarci l’umiltà del socratico “so di non sapere”, e quindi la possibilità di arricchirci sempre e nuovamente, per fare meglio. Questa è un’operazione che richiede tempo, ha bisogno di “soste ristoratrici” prima di ricominciare a “fare”.

Chiedersi il perché, sostare nel dubbio, sospendere il giudizio, e poi tornare sul perché e sorprendersi nel trovarlo cambiato. È questo il tipo di domande che bisogna porsi; domande che hanno poco a che fare con l’interrogazione e molto con l’esistenza

Ma com’è possibile fermarsi se viviamo in un contesto in cui tutto è accelerato? Il nostro presente è l’epoca della fretta, un “tempo senza tempo” in cui tutto corre scompostamente e senza fermarsi mai, impedendoci non soltanto di vivere pienamente gli istanti presenti, che si succedono vorticosamente, ma anche di riflettere serenamente su quanto accade intorno a noi. Troppi eventi vanno accumulandosi in lassi di tempo sempre più ristretti, determinando, in noi che viviamo questa accelerazione di ogni settore dell’esperienza (dall’ambito della vita quotidiana a quello lavorativo, dai processi di apprendimento al mondo delle informazioni), una sensazione spaesante e, insieme, irritante: non abbiamo mai tempo sufficiente per tutto quello che dovremmo o vorremmo fare.

Eppure possiamo tornare a “vedere”. In diverse circostanze si dice che Gesù “vide” e quindi ne ebbe compassione. Lo afferma Mt 9,36 davanti alla folla come anche Mt 14,14 quando Gesù vede la gente affamata che lo segue (così anche in Mc 6,34). In Lc 7,13 Gesù vede la vedova che piange il figlio morto, mentre in Lc 15,20 il padre “vide (il figlio) mentre era ancora lontano” e gli corse incontro.

L’insistenza sul “vedere” e poi fermarsi, mostra come si tratti di azioni fondamentali perché possa nascere in noi un desiderio di misericordia. Spesso non si ha misericordia perché non si vuole vedere, anzi si girano gli occhi da un’altra parte, di solito verso se stessi o i nostri impegni.

 

“…In questo anno in cui la Chiesa sta vivendo il Giubileo della Misericordia un tempo di grazia, di pace, di conversione e gioia che coinvolge tutti, senza distinzioni e senza escludere nessuno, siamo invitati a prenderne parte e diventare i protagonisti, scoprendoci figli di Dio (cfr 1 Gv 3,1) i cui nomi sono scolpiti nel cuore del Padre che è il Cuore Misericordioso da cui nasce ogni riconciliazione e ogni dolcezza…” . (1)

Siamo interpellati, quindi, a “vedere” la misericordia di Dio e ri-conquistare il desiderio di essa, riscoprendolo nel Magnificat!

Diamo voce ai ragazzi chiamandoli ad essere OS/Osservatori speciali: "con gli occhi della Misericordia”. Saranno loro che, attraverso questo progetto pluridisciplinare, ci condurranno alla scoperta della Misericordia del volto di Dio in tutte le aree del sapere. Gli insegnanti li accompagneranno in questa ricerca attraverso azioni sinergiche tra le varie discipline in forma trasversale.

Le discipline quali matematica, lettere, filosofia, storia, geografia, scienze, sport, musica, arte, linguaggi espressivi contemporanei della scena e della comunicazione, etc.., verranno ri-lette attraverso la voce misericordia, per mezzo della quale Dio ci ha resi figli del suo amore infinito.


FINALITÀ

Proporre un percorso formativo che favorisca l’evoluzione del cammino di fede personale degli alunni che sono guidati a scegliere o ri-scegliere gli impegni battesimali così da costruirsi una coscienza e delle convinzioni personali da vivere in autonomia, anche fuori dal contesto familiare e scolastico.

Accogliere l’invito di Papa Francesco a vivere il Giubileo straordinario della Misericordia come occasione di salvezza per tutti e di riscoperta della paternità carica di amore di Dio.

Riscoprire le Opere di Misericordia con una loro effettiva attualizzazione nel mondo contemporaneo in base alle possibilità effettive degli alunni e dei loro genitori.


OBIETTIVI

Condurre i ragazzi ad un incontro sempre più concreto con Cristo, perché diventi sempre più significativo nella loro esperienza di vita, così da condurli a scelte di solidarietà nei confronti dei più bisognosi.
Promuovere la formazione umana e spirituale di ragazzi attraverso l’incontro con la Parola di Dio, la sua attualizzazione e l’approccio alla cultura come mediazione di valori umani e spirituali.

Approfondire le tematiche legate al Giubileo straordinario della Misericordia: conversione, rivitalizzazione della vita di fede e rafforzamento delle proprie convinzioni religiose.


MODALITÀ OPERATIVE:

I ragazzi saranno organizzati in piccoli gruppi guidati da un insegnante facilitatore dei percorsi di ricerca. I gruppi saranno suddivisi in base alle discipline di interesse. La modalità operativa sarà quella del metodo di classe capovolta.
Al termine dei percorsi di ricerca i ragazzi produrranno elaborati in cui il requisito fondamentale sarà la creatività e si avvarranno di supporti multimediali che utilizzano tutte le tecniche offerte dalla tecnologia.


DOCENTI COINVOLTI: Scuola Primaria, Scuola secondaria di 1° grado, Scuola secondaria di 2° grado.

Progetto a cura  di: Lucia Coia - Presidente ODNs Italia Onlus

 

(1)   Papa Francesco,  Messaggio per il Giubileo della Misericordia dei ragazzi e delle ragazze,  Vaticano, 6 gennaio 2016, Solennità dell’Epifania del Signore.